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Festività e Folklore

Verbicaro conserva ancora oggi e per certi aspetti intatti, usanze, costumi, tradizioni, feste, che ci riportano indietro negli anni.  
 
Settimana Santa

  •  Caratteristica è la processione figurativa e drammatica del Venerdì Santo.  Questa tradizione si ripete fin dal 1751 anche se le statue dei misteri vennero  acquistate negli anni che seguirono. La processione che ha inizio prima  dell'alba, alle ore 3.00, è ispirata alla Via Crucis e alla Passione di Gesù; si  tratta di una vera e propria rappresentazione in costume del corteo che  accompagnò Gesù fino al luogo della sua crocifissione. 

  •  

    Lungo il percorso  alcuni fanciulli vestiti da angeli, alternandosi, recitano dei versi, che  rievocano la Passione e preannunciano la Resurrezione; alle pendici del colle ha luogo la rappresentazione al vivo dell'incontro di Gesù con la Veronica, che gli asciuga il volto intriso di sudore e di sangue, e , sulla via del calvario l'incontro di Gesù con il Cireneo che , per l'ultimo tratto, lo solleva dal peso della croce. La processione è accompagnata da canti tradizionali e da suggestive marce suonate dalla banda musicale.


     

    Cristo

 

  • Resiste al tempo la stessa tradizione dei "battenti", che fra religiosità e paganesimo, si autoflagellano ogni anno il giovedì santo, precedendo la processione della Passione di Cristo. Sono uomini vestiti di rosso, portano in testa un fazzoletto dello stesso colore e con "u cardiddu", un pezzo di sughero in cui sono conficcate delle schegge di vetro, si percuotono le gambe fino a farle sanguinare. Compiono per tre volte lo stesso giro che percorre la processione, fermandosi davanti alle chiese che incontrano; infine, vanno a lavarsi nella fontana vecchia del paese. Probabilmente tale tradizione muove le sue origini dalle antiche confraternite del medioevo, ma i "battenti" di oggi si flagellano per devozione alla Madonna Addolorata e per la morte di Cristo.
     

  •  Varietà e ricchezza di ornamenti caratterizzano i costumi che si usavano indossare. A Verbicaro, il vestito delle donne, ha subito nel tempo molte variazioni riguardo al tipo di stoffa ed ai colori. La sua versione più antica, è costituita dal" cammisuotto" interamente filato e tessuto a mano, di colore rosso porpora, con gonna di panno plessata ad organetto, corpetto di velluto con le maniche attaccate da nastrini che dalla scollatura abbondante lasciava intravedere la camicia di lino finemente ricamata. Il grembiule invece era di raso scuro e pieghettato a raggiera.  Della vecchia tradizione oggi sopravvive, nell'uso comune, "u mallieddu", copricapo di seta, di colore blu a forma di una lunga e larga sciarpa con frangia, che, ripiegato sulla testa in una forma caratteristica, cade sulle spalle fino ai fianchi; una gonna di colore blu o marrone con una camicia bianca ricamata e corpetto di velluto. Il costume maschile, non più in uso da molto tempo, era costituito da un giaccone di velluto o di panno nero e da calzoni corti pure di panno nero, completato da calzettoni di lana e caratterizzato dal cappello di pelle a punta conica, ornato da un nastro. I costumi venivano confezionati da sarti locali e le stoffe di lana o di seta erano generalmente manufatti artigianali pure locali. Questi erano gli abiti di gala. Di solito vestivano con panni ruvidi di lana.

     

  • Verbicaro ha vissuto una vita comunitaria particolarmente intensa, ricca di umanità; una vita che ha avuto senso nel culto della famiglia, della religione e del lavoro, una vita che resta nel cuore anche di coloro che, nati in questo lembo di terra del Sud in Italia, rivivono il ricordo personale o il racconto tradizionale delle proprie origini, in Italia, in Europa e nelle lontane Americhe.

 

  • Il dialetto risente di derivazione da tutte le presenze straniere che si sono avvicendate nel corso dei secoli nel nostro comprensorio. Dall'incontro di queste diverse culture si è definita una propria identità culturale di cui le credenze popolari, i proverbi e mille altri usi sono un aspetto.

 

  • L'amore per le tradizioni, da parte del popolo verbicarese, è testimoniato anche dall'esistenza di un gruppo folkloristico Città di Verbicaro, esistente dal 1986, il cui scopo è quello di far rivivere e tramandare, nella loro autenticità, alle nuove generazioni le musiche, i canti, le danze, i "modi di vita" della tradizione popolare verbicarese. I canti che parlano di amore, di lavoro, di sdegno, sono una testimonianza della vitalità, del sentimento, del carattere delle nostre genti, a volte aspro e duro, a volte gentile, delicato, capace di una struggente poesia.

 

  • Il fluire è scandito da una serie di appuntamenti irrinunciabili. Alle manifestazioni legate alle tradizioni religiose si affiancano una serie di iniziative:

  •  La festa patronale della Madonna delle Grazie si svolge il 2 luglio con la processione per le vie del paese, le luminarie e i fuochi d'artificio. La sera della vigilia lungo lo stesso percorso della processione ha luogo la suggestiva fiaccolata dei "zigni", ceppi di legno resinoso portati a spalla da devoti...  Continua

 

  • Festa della Madonna del Carmine il 16 luglio con processione per le vie del paese, luminarie, fuochi d'artificio e festa di piazza.
     

  • Festa di San Rocco, che si festeggia in agosto, arricchita dalla presenza di numerosi emigrati che tornano nel paese da cui si sono allontanati solitamente per motivi di lavoro.

 

  • Festa di San Francesco  che si celebra la seconda domenica di settembre ed ha luogo sulla omonima collina, un suggestivo belvedere naturale a circa tre chilometri dal paese dove si trova il Santuario. La ricorrenza, che richiama la partecipazione di molta gente dei paesi limitrofi, inizialmente si configurava come la festa della vendemmia e si svolgeva la seconda domenica di ottobre.

 

  • Festa di "perciavutt", che si tiene l'8 dicembre, con visita alle cantine dette"catuvi"; con degustazioni di vari tipi di salumi e altre specialità gastronomiche verbicaresi accompagnate dal rinomato vino di Verbicaro in un clima di allegria e amicizia con canti e balli in compagnia del Gruppo Folkloristico "Città di Verbicaro".

     

  • Sagra della "grispedda" il 13 dicembre che ha luogo nel cuore del centro storico in una splendida cornice di canti e balli tradizionali.

Questa tipologia di manifestazioni rispecchia emblematicamente la filosofia del paese, molto legato a quelle tradizioni semplici ed aggreganti ormai in decadenza, purtroppo, nelle realtà sociali più grandi e dispersive.  
  

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