Comune di Verbicaro » Settimana Santa a Verbicaro

Settimana Santa a Verbicaro

 

 

 

Marzo 2018 

 

A Verbicaro durante la Settimana Santa oltre ai riti previsti dalla liturgia si accompagnano quelli che nel corso dei secoli il popolo ha adottato per rievocare i momenti più significativi della Passione del Signore e quelli che si sono tramandati per devozione e per il legame ad una tradizione familiare e collettiva. 

 

Tutto ha inizio la Domenica delle Palme con la benedizione, fatta dal sacerdote dalla scalinata della Chiesa di San Giuseppe, dei rami di ulivo e di palma portati dai fedeli, in ricordo dell'ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme, accolto dalla folla che lo acclama come re agitando fronde e rami presi dai campi. Dopo la benedizione segue la processione fino alla Chiesa Madre, dove viene celebrata la Messa con la lettura della Passione di Gesù. 

 

 

 

La notte della Domenica delle Palme, un gruppo di soli uomini si riunisce al Calvario, vicino alle tre croci, per intonare un canto tradizionale, "Per tua colpa", scritto a fine ottocento dall'arciprete Don Antonio Lucia, accompagnato dal suono delle trombe. Questo canto viene eseguito ogni sera alle ore 22:00, dalla notte della Domenica delle Palme fino al giovedì sera, per circa un'ora. Il coro scandisce con una vocalità molto forte, le parole e i versi ritmati di sei strofe di questo antico canto che racconta la colpa dell'uomo per le pene inflitte a Cristo.
CalvarioCanto del "Per tua colpa" al Calvario

 

 

Il Giovedì Santo, nella chiesa di S. Giuseppe, vengono esposte le Statue dei Misteri e la Statua dell'Addolorata e vengono messe sugli altari le "menzarule" (contenitori in legno e antiche misure agrarie: "stuppieddi", con capacità di 23 kg di grano, addobbati con un panno di velluto o raso nero, decorati con fiori e con l'immagine della Madonna; un tempo venivano riempiti di grano che veniva donato alla chiesa alla fine della processione mentre adesso ne viene messo solo un pò) che verranno portate in processione la notte del Venerdi Santo.

 

Statua di Gesu' alla colonnaStatue dei Misteri: Ecce HomoStatue dei MisteriStatua dell'Addolorata
 Gesu nell'orto degli uliviStatua di Gesu' nella baraMenzarula

 

 

 Con la celebrazione eucaristica serale "nella cena del Signore" il Giovedì Santo si apre il Triduo pasquale. Tale celebrazione fa memoria dell'istituzione dell'Eucarestia, del dono del sacerdozio ministeriale e del comandamento dell'amore manifestato nella lavanda dei piedi. 

 

 Alle 19:00, nella Chiesa Madre dell'Assunta, si celebra la Messa in Coena Domini  con il rito dell'ultima cena e della lavanda dei piedi. Nel tardo pomeriggio alcune donne portano in chiesa in processione,  delle ceste colme di pane, portate sul capo; alcune contengono pane affettato che alla fine della celebrazione verrà offerto alla comunità mentre altre contengono il pane intero che viene messo sulla mensa.  Il pane, di forma circolare e con il buco centrale "cuddureddi", preparato ogni anno a turno dai fedeli, viene disposto sulla mensa su dei piatti, uno per ciascun apostolo e uno per il sacerdote. Dopo, vengono messe delle monete al centro dei pani, come offerta. Durante la celebrazione il sacerdote, che rappresenta Gesù, lava i piedi a 12 uomini (detti "fratelli") che rappresentano gli Apostoli, vestiti con una tunica bianca e scalzi. Al termine della celebrazione si assiste alla traslazione del Santissimo Sacramento all'Altare della Reposizione (detto "subburc", sepolcro) adorno di "lavurieddi", germogli di grano piantati all'inizio della Quaresima e fatti crescere al buio, decorati con fiori, immagini sacre e nastri. Il termine "sepolcro" viene ancora oggi utilizzato nel linguaggio popolare per indicare l'Altare della Reposizione, destinato ad accogliere le specie eucaristiche consacrate per poter permettere la Comunione nel giorno seguente, in cui non si consacra l'Eucarestia, ai fedeli che partecipano all'Azione liturgica della Passione del Signore. In questa messa del Giovedì Santo non c'è congedo e l'assemblea dei fedeli si scioglie in silenzio. Terminata questa solenne celebrazione vengono spogliati tutti gli altari della Chiesa, a partire da quello principale e contemporaneamente vengono accesi nelle altre chiese cittadine i "sepolcri". Dalla notte di giovedì fino alla processione del venerdì pomeriggio i fedeli si recano in visita nelle chiese dove sono stati allestiti i "sepolcri", dove è custodito il SS.mo Sacramento; un'occasione per riflettere nel silenzio della preghiera personale sul mistero pasquale del Signore Gesù. Dall'accensione dei "sepolcri" le campane smettono di suonare sino alla Resurrezione (la messa celebrata la sera del Sabato Santo, quando si suona il Gloria).

 

 

Processione pane per la Messa in Coena DominiPane sulla Mensa nella Celebrazione del Giovedi Santo"Sepolcri" - Chiesa Madre"Sepolcri" - Chiesa S. Giuseppe
S.S. Sacramento all'Altare della ReposizioneAltare della Reposizione - Chiesa S.giuseppe"Lavurieddi"

 

Resiste al tempo la tradizione dei "battenti" con il rito della flagellazione che ha inizio a mezzanotte del Giovedì Santo e si conclude dopo circa un'ora, precedendo la processione della passione di Cristo. Questo rito viene compiuto seguendo tempi e fasi precise scandite dalla tradizione: in un posto nel centro storico, dentro una cantina (u catuvu) il gruppo dei battenti, costituito da soli uomini, circondati da alcuni amici, consumano una cena a base di specialità locali (salumi, formaggi e agnello). Alle ore 22:00 il gruppo dei battenti si prepara a battersi in un altro locale. Si vestono con abiti e accessori di colore rosso; indossano una maglietta e un pantaloncino e sul capo portano un fazzoletto annodato sulla nuca, con un angolo ricadente sugli occhi; a piedi scalzi. Si dispongono in cerchio ed iniziano a schiaffeggiarsi le gambe. Un amico strofina loro, con un panno di lana, la parte anteriore delle gambe per far affluire il sangue più facilmente. Si percuotono le gambe con il "cardiddu" (un cilindro di sughero sul quale sono stati conficcati alcuni pezzi di vetro acuminati, in numero dispari, saldati con la cera). Appena il sangue inizia a fluire e macchia le gambe, i "battenti" stringono il "cardidd" tra i denti abbassando la testa e a braccia conserte ed in silenzio escono per le vie del paese. Compiono, a passo svelto, per tre volte lo stesso percorso della Processione dei Misteri che inizierà alle 3:00 di notte, fermandosi per battersi davanti alle chiese (non sono autorizzati ad entrarvi ma solo ad inginocchiarsi sui sagrati) e davanti alle edicole sacre, lasciando le impronte delle loro mani insanguinate. Il vino viene soffiato sulle gambe dei battenti, da persone di loro fiducia, che non abbiano mangiato piccante, per disinfettarle; spruzzano sulle ferite il vino dopo averlo riscaldato in bocca, facendosi trovare in punti prestabiliti. Dopo aver compiuto il loro percorso, i "battenti" vanno a lavarsi nella fontana vecchia del paese, un'antica fonte, un tempo fontana pubblica e lavatoio, costruita nel 1816, situata nel cuore del centro storico, sotto il portico dove dai primi del 1800 aveva sede l'amministrazione civica. Appena il sangue smette di fluire ritornano nel locale dal quale sono usciti, per rivestirsi con gli abiti ordinari. Poi vanno nella chiesa di S.Giuseppe raggiungendo l'altare ed escono dalla Chiesa senza mai voltare le spalle. Il rito della flagellazione, ha subito alterne vicende che lo hanno portato quasi all'estinzione negli anni Sessanta del secolo scorso e poi ad un recupero nei successivi anni Settanta.

 

 

"Battenti""Cardidd"Fontana Vecchia

 

 

Il Venerdì Santo, alle 3:00 di notte, dalla Chiesa di San Giuseppe, inizia la processione dei Misteri, ispirata alla Passione di Gesù. E' caratterizzata dalla presenza di uomini incappucciati, vestiti di bianco, fratelli della Confraternita di S. Giuseppe che fu fondata nel 1751; portano i simboli della passione e suonano "a trucculedda" (la troccola), la trombetta e un tamburo. Il primo Mistero è Gesù nell'orto, il secondo Gesù alla colonna, il terzo la Condanna di pilato, il quarto l'Hecce Homo, il quinto la croce nera con i simboli della Passione. Il sesto Mistero è il Cristo, che cammina al centro, rappresentato da un uomo vestito color porpora, con un cappuccio dello stesso colore sul viso e con una corona di spine sul capo, estratto a sorte la sera del giovedì Santo, tra un gruppo di candidati. E' tenuto legato da quattro uomini a volto coperto (i giudei), vestiti di bianco, con una fascia e un bastone in mano a forma di lancia, entrambi rossi, seguito da sei giudei disposti in due file da tre che portano le "discipline" o chiavette, battendosi da una spalla all'altra in modo da produrre un rumore simile a delle catene. Il settimo Mistero è "La Caduta", l'ottavo il Crocifisso, il nono Gesù nella bara. Vengono portate a braccio dai fedeli le statue raffiguranti Gesù: nell'orto degli ulivi, legato alla colonna, Ecce Homo, caduto sotto il peso della croce, deposto nella bara. Nel corteo vi sono donne che portano sul capo le "menzarule", contenitori in legno e antiche misure agrarie, addobbate a lutto e riempite di grano, che precedono l'ultimo mistero: l'Addolorata, con il palio nero sostenuto da sei bastoni. Davanti alla statua camminano due giudei che portano le lanterne. In mezzo a loro cammina il sacerdote. Chiude la processione una croce nera spoglia con sopra due veli, uno bianco ed uno nero. La processione si snoda per le vie e piazze del centro storico. Oltre agli incontri del Cristo con la Veronica, che gli asciuga il volto e il Cireneo che lo solleva dal peso della Croce vi è l'arrivo, intenso ed emozionante, della Madonna al Calvario, attesa da una grande folla di gente.  Durante il percorso si alternano suggestive marce suonate dalla banda musicale e canti tradizionali intonati dalle donne; vi sono anche lunghe file di fedeli che portano le candele accese. Lungo il percorso si incontrano gli angioletti; fanciulli di sesso maschile dai tre ai dodici anni, vestiti da angeli con tunica di raso azzurra o bianca, parrucca bionda con velo di tulle bianco tenuto fermo da una ghirlanda e ali sulle spalle che, alternandosi, recitano dei versi che rievocano la Passione e preannunciano la Resurrezione. Hanno nelle mani le sagome di un calice e di una croce, realizzati in legno dipinto in oro o in argento e decorati alla base con un fazzoletto bianco cucito sull'impugnatura, piegato a forma di rombo, che servono per mimare e animare il loro intervento. Entrano in scena già all'una di notte, dopo il rito dei battenti, nella Chiesa di San Giuseppe e fanno la predica ad ogni mistero esposto, nell'ordine in cui sarà portato in processione. Al mattino, dopo circa cinque ore, la processione si conclude davanti alla chiesa di San Giuseppe, da dove ha avuto inizio, con la predica degli angioletti fatta ad ogni statua dei Misteri che viene riportata in chiesa e con quella del sacerdote, davanti alla statua dell'Addolorata ed al Crocifisso fermati sulle scale e rivolti verso la piazza.

 

 

Angioletti nella Chiesa di S.GiuseppeProcessione dei Misteri Processione dell'Addolorata la sera del Venerdi SantoRappresentazione di Cristo nella Processione dei Misteri"Trucculuedda"Statua dell'Addolorata nella Processione dei Misteri
Incontro di Gesu' con la VeronicaArrivo al Calvario della Processione dei MisteriStatua dell'AddolorataPredica angioletti all'arrivo della Processione dei Misteri al Calvario

 

Il Venerdì Santo la liturgia della Chiesa non prevede la celebrazione della Santa Messa. Nel pomeriggio si svolge in Chiesa Madre la solenne azione liturgica dell'adorazione della Croce, chiamata "Missa strazzata" (messa disordinata); non c'è consacrazione e per la comunione vengono usate le specie eucaristiche consacrate e conservate all'altare della Reposizione la sera precedente, alla fine della messa in Coena Domini. All'imbrunire, vi è la suggestiva Processione dell'Addolorata che parte da San Giuseppe verso la Chiesa Madre. La statua dell'Addolorata viene portata sotto il baldacchino nero. Vi è anche la banda musicale che esegue le marce funebri e i membri della Confraternita vestiti di bianco e incappucciati (i giudei). Lentamente il corteo raggiunge la Chiesa Madre dove vi sarà la predica di Passione, intervallata dal canto suggestivo del "Per tua colpa", accompagnato dal suono delle trombe. Al termine, viene presentata al popolo la statua dell'Addolorata, fino a quel momento nascosta dietro l'altare maggiore. Il predicatore consegna nelle braccia aperte della Madonna il Crocifisso. Successivamente la processione riprende il cammino verso la Chiesa di San Giuseppe con la statua dell'Addolorata che porta tra le braccia il Crocifisso, accompagnata dalla fiaccolata dei fratelli della Confraternita che portano torce accese e dalle suggestive marce funebri suonate dalla banda musicale, alternate a canti tradizionali dei fedeli.

 

 

Processione AddolorataRitorno della Processione dell'Addolorata nella Chiesa di S.Giuseppe

 

Il Sabato Santo è segnato da un profondo silenzio. Le Chiese sono spoglie e non vi sono celebrazioni liturgiche, nè messe; predomina il silenzio, il raccoglimento, la meditazione prima della gioia dell'annuncio della Resurrezione nella veglia pasquale, madre di tutte le liturgie cristiane. Luce, Parola, pane e vino, sono gli elementi simbolici di questa notte.

 

La sera, durante la Veglia Pasquale viene benedetto il fuoco, il cero pasquale e l'acqua battesimale.

 

Nella liturgia cristiana il fuoco è l'espressione del trionfo della luce sulle tenebre e della vita sulla morte. Durante la celebrazione pasquale questo simbolo raggiunge la massima celebrazione attraverso il rito del fuoco nuovo e dell'accensione del cero. 

 

La benedizione del fuoco la sera del Sabato Santo avviene nella piazza vicino alla Chiesa Madre. Si accende il fuoco nuovo con la pietra focaia; intorno ad esso si raccolgono i fedeli e proprio da questo fuoco, nel buio della notte, viene acceso il cero pasquale, simbolo di Cristo, vera luce che illumina ogni uomo. La sua accensione rappresenta la resurrezione di Cristo, la nuova vita che ogni fedele riceve da Cristo. Dopo l'accensione del cero con il fuoco nuovo, una processione lo accompagna all'interno della Chiesa. Questa processione di fedeli simboleggia il nuovo popolo di Dio, che segue Cristo Risorto, luce del mondo che disperde le tenebre del cuore e dello spirito ed illumina ogni uomo. Dal cero pasquale i fedeli accendono le candele. In Chiesa al buio, le persone rimaste, aspettano l'arrivo della luce che annuncia la Resurrezione di Gesù. Il secondo segno principale del tempo pasquale è l'acqua benedetta. L'acqua è l'elemento che purifica ed il mezzo attraverso il quale si compie il Battesimo. Il sacerdote immerge parzialmente il cero pasquale nell'acqua, benedicendola.

L'altare maggiore è coperto da un grande telo "u pann'", raffigurante Cristo che porta la croce. Al canto del Gloria e al suono delle campane, cade il telo e mostra la statua del Cristo Risorto.

 

 La veglia pasquale introduce la domenica più importante della storia, la Domenica della Pasqua di Cristo.

 

Graziella Germano 

Panno nella Veglia PasqualeCaduta du panniGesu Risorto alla caduta du panniGesu Risorto

  

 

LA SETTIMANA SANTA NEL PASSATO...

Comune di VERBICARO VIA OROLOGIO 11 

Tel. 0985.6139 Fax 0985-6164 P.I. 00256290784

HTML 4.01 Valid CSS
Pagina caricata in : 1.058 secondi
Powered by Asmenet Calabria